Delle potature

Certo che ho delle belle pretese, io.
Non concepisco le mezze misure e non le tollero quando concepite dagli altri.
Mi imbizzarrisco, do di matto, non scherzo. Sono come i bambini.
Tutto o niente.
Non sono tipo da mezzi sentimenti. Mezze verità. Mezzi impegni. Mezzi piaceri. Mezza fiducia. Mezza felicità o dolore.
Io voglio l’intero, con le sue luci e le sue ombre. Con i suoi spigoli e le sue curve sinuose.
Se mi interessa una questione, una persona, un’idea, sputo il midollo.
Diversamente, la medesima questione, la medesima persona, la medesima idea possono liquefarsi come meduse spiaggiate mentre io non batto ciglio.
A questo atteggiamento prescolare e totalmente privo di filtri aggiungo anche la mia tendenza a perdere letteralmente il sopracitato entusiasmo quando non tempestivamente ricambiato, a lasciarmi trascinare facilissimamente nella noia dall’assenza di riscontri all’impegno, a risentirmi nel profondo dell’orgoglio, ritraendomi come un paguro.
Ho difetti in eccedenza. Meglio che lo dica perché poi si pensa che qui si parli ad una martire che s’immola per le cause perse senza prenderle per la collottola, con tempistiche inaspettate, e gettarle nel pattume.
Oggi mi sono scrollata di dosso un’amicizia ventennale, per dire.
E nel niente che ha preso il posto di quell’ormai rantolante rapporto lì, ci sto benissimo.

21 commenti

  1. antonypoe
  2. Alessandra
  3. x3me
  4. Alessandra
  5. b.
  6. ele
  7. Risa
  8. Alessandra
  9. antonypoe
  10. Alessandra
  11. Esse
  12. Halo

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