Dei sentiti auguri

Poi ci sono quelli che ti hanno fatto del male. Eh già.
Te ne ricordi tra un sorriso ed un ampio respiro, talvolta. Te ne ricordi in modo accidentale, perché, alla fine, quando stai bene resta poco tempo per pensare, valutare, rimuginare. Vivi e basta.
Dicevo, ci sono quelli che ti hanno fatto del male.
Male gratuito, per questo più odioso. Male senza un perché, male con un perché omesso, male. Gente che ha spergiurato l’inverosimile sulla testa dei suoi parenti prossimi, animali domestici, numi tutelari. Gente che t’ha perfino chiesto scusa ma non ti ha detto cosa l’abbia spinta a far male. Che ha agito in totale consapevolezza perché, ad oggi, non esiste un certificato di minorità mentale e un perché deve ben esserci stato ma a te non è dato conoscerlo.
Ci sono quelli che ti devono dei soldi e vanno in giro col suv del quale fan fatica a pagare le rate.
Quelli che sono stati pronti ad ammorbarti con i loro guai in tempi funesti ed ora, rientrata l’emergenza, faticano a riservarti un sorriso quando ti incontrano per strada.
Quelli che si sono appiattiti nei fondali torbidi del loro io e ti hanno accantonato senza difficoltà alcuna, perché per dire minchiate non serve nessuno sforzo ma spiegare perché le si è dette necessita di onestà intellettuale, coraggio quanto basta e un briciolo di tempo a fondo perduto. Troppo. Eh già.
Insomma, quelli che ti hanno fatto male circolano per il mondo consapevoli d’avertelo fatto mentre tu circoli per il mondo con un sorriso, orgogliosa di te. Eh già.
Perché tu, dopo tutto questo male, hai tirato le somme e attribuito le varie responsabilità, incluse le tue.
Ti sei fatta una ragione dei mancati perché e dei tuoi limiti evidenti nel trovarteli da sola ed hai chiuso la parentesi.
Nessuna bava di rabbia fuori da quelle parentesi, nessun residuo di generalizzata rivalsa sul genere umano, nessuna vergogna.
Così, mentre costoro peregrinano per il mondo incapaci di affrontarsi, tu li pensi, un attimo. E non àuguri loro il Male, no.
Gli àuguri ciò che più renderà la convivenza con loro stessi difficilissima: che non abbiano mai il coraggio di risolversi e migliorare. Che restino in quell’impaludamento emotivo quasi tutta la vita, senza trovare pace. Uno stillicidio di inadeguatezza ai rapporti interpersonali. La desertificazione sentimentale.
Questo è esattamente ciò che àuguri, sorridendo. O ghignando.
Mica sei perfetta!

7 commenti

  1. Alessandra
  2. swann
  3. swann
  4. Kloro

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