Delle date importanti

Ho congedato i miei 38 anni.
Al netto di qualche inciampo, un anno determinante nella mia vita.
Se penso a come l’ho festeggiato l’estate scorsa provo profonda tenerezza. Credevo che l’unico desiderio che avevo espresso si stemperasse tra le lacrime che lo accompagnavano. E invece no.
Si è imposto, ha lottato come un salmone controcorrente e ce l’ha fatta. Si è realizzato.
Penso alle aspettative che hanno smesso di ridimensionarsi. A facce nuove, strade nuove, nuove abitudini.
Al telefono fisso di casa che squilla e una voce dal passato remoto torna a cercarmi. Divertente. E inutile.
Alla quiete di una vacanza al lago che non avevo mai fatto né pensato potesse piacermi tanto. A Milano che ho imparato non solo a sopportare ma ad amare.
Penso alle letture, alle riflessioni che ne sono seguite, ad un’amica che ha iniziato a vivere da sola dopo i quarantanni ed è entusiasta come una ragazzina.
Alla vetta di Campo Carlo Magno ancora innevata a maggio. Ai chilometri macinati, alla sicurezza di poter alzare il telefono ed avere un numero da chiamare, sempre. Ai silenzi che ho imposto a persone che se lo meritavano ed anche a chi non lo meritava, ma io sono più solitaria di quanto non appaia e so di apparirlo già chiaramente.
Penso alla scrittura che è sempre lì, anche se riesce ad essere condivisa meno di prima. Alle risate, tante. A qualche pensiero rancoroso, ancora. Ai bambini nati.
Ad un piatto di spaghetti scotti ma serviti con un sorriso gustosissimo. Al nuovo tatuaggio e ad una cartella di posta cancellata.
Perfino a qualche ruga che è benvenuta, perché tanto me la tengo e poi voglio essere amichevole col mio passato, sotto qualunque forma si palesi mi ha portato fin qui e va bene così.

Buon compleanno a me.

13 commenti

  1. Malidina
  2. alessandra
  3. Ethel
  4. mari

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