Dell’insofferenza

Oggi veleggio sull’onda dell’intolleranza.
Sarò una donnicciola dalle poche ambizioni e da una discutibile affezione alla normalità. Tuttavia.
Quelli che gridano al razzismo per somiglianze ai primati e non s’indignano per il mancato rimpatrio dei nostri Marò da un paese come l’India (!).
Quelli che chiedono il patteggiamento perché vent’anni cribbio se fan paura, e anche la dignità affonda miseramente.
Quelli che celebrano i macarones come l’ultima frontiera delle golosità ed i macarones fanno indubitamente cagare.
Quelli che c’hanno paura dei sentimenti, delle responsabilità, delle promesse, dei ragni, delle cavallette, delle tette grosse, di un pensiero autonomo.
Quelli che stringono un patto con lo specchio e la palestra per sostenere una conversazione, un confronto, un qualsivoglia rapporto interpersonale.
Quelli che blablabla, io conosco, io so, io pontifico e poi a cena ti abbinano (sì, ti, perchè ne faccio una questione personale) un Gewurztraminer alsaziano al branzino al sale.
Quelli che fanno fare i piercing ai figli di tredici anni.
Quelli, sì. Ma pure quelle. Che camminano sgraziatamente su Louboutin 140 mm e poi non sanno cucinare un uovo.
Che necessitano di conferme e complimenti a pioggia per avere un’erezione del loro ego almeno una volta al giorno.
Quelle che partoriscono figli per dimostrare che. Quelle che non li concepiscono per evitare che.
Che si rifanno parti del corpo trascurabili trasformandosi in grottesche epigoni di una soubrette anni novanta. Risatine compassionevoli a seguire.
Quelli e quelle che se la raccontano. Non ce l’ho? Non lo voglio. Non arriva? Non lo aspetto. Non mi ama? Non mi interessava.
Che non ammettono la debolezza, l’infelicità, l’ansia di vivere una vita sostanzialmente vacua.
Io ci sguazzo come una nutria in un pantano, nelle mie insicurezze e paure.
Ne ho talmente tante che mi piacerebbe scaricarle addosso a qualcuno, senza scrupoli o esitazioni. Talvolta credo che sarebbe non solo liberatorio ma perfino sano.
Purtroppo, arrampicandomi in cima al pentagramma dei miei talenti, mi accorgo che il menefreghismo non rientra nell’inventario.

5 commenti

  1. swann
  2. Alessandra

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