Delle rincorse

Non sono quello che sembro.
E sembra che chiunque pensi di me quello che pensa sia sicuro di pensare il giusto.
Dopo un periodo difficile in cui mi sono chiesta perché, quali colpe o meriti avessi, come potessi mai far ricredere o correggere la visuale altrui sto raggiungendo l’ambito traguardo di sbattermene.
La mia famiglia mi vede come una fragile inconcludente.
Il mio compagno come una sexy pigra che si svaluta senza motivo.
La mignatta (scritto con la a, ma l’assonanza è divertente) crede solo che io abbia gli occhi meno verdi dei suoi e che sia una donna di transizione.
I miei amici pensano io sia una solitaria, selvatica e un po’ sciovinista.
Per la madre del mio compagno non stiro le lenzuola e tanto basta a non rendermi degna di ulteriori approfondimenti.
Potrei continuare la lista ma quando, verso Capodanno, é albeggiata un’ulcera gastrica ho creduto opportuno smetterla lì. Perché non ho più voglia di preoccuparmi di nessuna considerazione che non sia la mia. Essendo la mia quella più severa di tutte mi basta e mi avanza, grazie.
Il primo buon proposito del 2014 è rendersi conto delle proprie peculiarità e punti di forza.
Io non sono una competitiva, non riesco al meglio in nessuna performance sotto pressione, detesto litigare, non mi diverte demolire il prossimo per rivalutarmi.
Mi piace parlare, confrontarmi, dare valore alle parole e ascoltare quelle che gli altri scelgono per me. Non sono ottimista ma mi piace pensare che andrà un pochino meglio e me lo ripeto più volte al giorno anche se la situazione contingente non consente una modifica dello status quo.
Ho un talento particolare nei paragoni e questo rende difficile vivere bene nel consorzio umano –oltre che sfuggire la sopracitata competizione-, sono effettivamente pigra perché il movimento affatica ed avere un corpo affaticato non aiuta il controllo sulle emozioni. Scappano da tutte le parti in tutti i modi possibili ed io mi sento insopportabilmente vulnerabile.
Stavo parlando dei punti di forza, però. Quindi. Sono brava nel motivare gli altri, supportarli, calmarli. Scatto belle fotografie, guido come un rellista e possiedo un olfatto portentoso ma fare il cane da tartufi è chiaramente fuori questione. So sintetizzare e sorridere in modo credibile in ogni situazione, fare le vocine da cartone animato e truccare chiunque da red carpet che manco Lisa Eldridge. Vabbé, non ci allarghiamo.
Tutti ‘sti punti di forza sono relativi, lo so.
Però in questo anno voglio aggrapparmi ad ogni piccola cosa mi consenta di credere che stare con me ne valga la pena.
So che lo scarto tra quello che io conosco di me stessa e quello che vedono gli altri potrebbe non assottigliarsi ma voglio impegnarmi perché non sia più un nervo scoperto e doloroso.

7 commenti

  1. mari
  2. mari
  3. Ethel

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