Ci sarà un perché…

…Se fare bilanci è un riflesso incondizionato anche se fa condizionatamente male.
Se non ho mai il coraggio di dire che ho bisogno di qualcuno che si occupi e preoccupi per me.
Se mi manca Libra ma non la vado mai a trovare; se le parlo e le dico che, in fondo, non si è persa un accidenti di niente in questi anni.
Se non comprendo la mancanza di entusiasmo del mio compagno all’idea di diventare zio e l’abisso che, invece, spalanca in me.
Se ho sempre saputo cosa volessi e mai cosa mi meritassi.
Se somatizzo tutto e non c’ho più l’età per resistere passivamente agli eventi e alle loro onde d’urto.
Se chi c’era e chi ci sarebbe stata nella vita di chi incontro hanno sempre fatto la differenza, io no.
Deve esserci un perché se nulla riempie questo guscio vuoto che sono, se niente di buono esce da questo guscio.
Se può darsi che sia vera soltanto la lontananza, vero l’oblio, vera la foglia secca più del fresco germoglio.
Se mi commuovo ancora quando guardo I ponti di Madison County.
Se nessuno dei miei compagni di liceo ed università mi ha mai contattato su facebook.
Se ho recuperato metà dei kili persi due anni fa e mangio meno di un passerotto in inverno.
Se anche Effe sono quasi nove mesi che non la vedo e dice che è colpa mia.
Se auguro il peggio in modo mirato a una mezza dozzina di persone e non me ne vergogno.
Se mi vengo a noia da sola, e tanto, quando penso, parlo e sto con me medesima per più d’una mezzora.
Qualche risposta a qualche perché mi basterebbe.
Per trovare ciò che mi definisce: il senso di me io mica ce l’ho più.

8 commenti

  1. Bulut
  2. Ethel
  3. Ethel
  4. Esse

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