Dei regali di compleanno (spedita)

L’altro giorno ho riflettuto molto se sia più sano fare quello che ci si sente di fare o farlo solo se quell’azione avrà un risultato. Ho deciso di fare quello che mi sento di fare, conscia che non cambierà di una virgola la situazione che sto vivendo.
Mi sono ammalata, sai?? Assumo farmaci, tremo di notte, quando non dormo, soffro di labirintite.
Dicono che quando una persona ti ama ti lascia migliore di come ti ha trovato.
Questo è quello che hai lasciato tu, col tuo menefreghismo, andando a scopare al lago con la prima zoccola che ti è capitata e scrivendo a me che dovevi stare solo a riflettere sulla tua misera condizione di uomo che non sta bene con se stesso. Che una donna sarebbe stata un piacevole palliativo ma tu, no, tu dovevi stare con te stesso e capire, trovare la soluzione per quel merdoso lavoro che, diciamolo, riesce a svolgere bene solo chi sa mentire bene, anzitutto con se stesso. Non ti è uscito un solo “come stai? Posso fare qualcosa per te? Hai ripreso qualche contatto con le persone dopo che ti ho scaraventato fuori da una vita che era anche tua??”, no. Sono stata io a scriverti un sms per sapere come andasse col fantomatico psichiatra.
Tu non uscirai da nessun tunnel perché non sei in nessun tunnel.
Mi hanno chiesto perché ci siamo lasciati. Se avevamo problemi di coppia, se litigavamo -mai una volta-. No, il problema eri tu, io stavo diventando la ragazza del fine settimana e tu avevi capito che dopo quasi 2 anni (non 4 mesi) la situazione stava precipitando in un cul-de-sac. Hai smesso di amarmi come prima, hai detto, forse sì, forse no, non mi hai spiegato perché. Cosa ho fatto, cosa non ho fatto. Dovevo sgambettare di più in parco Sempione, scopare di più (la media mi pare fosse ottima) capirti di più, piacere a mammà, cosa accidenti dovevo fare?? Avevi già un’altra, tu che non tradisci mai???? Chissà, ho pensato le peggiori cose e tutte potrebbero essere valide perché tu non hai parlato, non hai il coraggio della verità, né la sensibilità per preoccuparti delle persone che ti sono accanto.
Quante bugìe, quante schifosissime omissioni, quanta mancanza di rispetto per chi ti ha dato tutto.
Io sono malata, adesso, sto peggio dei peggiori momenti che ho vissuto anni fa e questo per colpa tua, perché io ti ho creduto e tu mi hai strumentalizzato.
Mentre scopi random per depurarti l’anima dal passato e far finta che non esista ricordati che nella vita ci sono valori che (anche se non ti sono stati insegnati in famiglia) sono importanti e imprescindibili come il rispetto, porca troia, il rispetto e la premura per il prossimo. Il sentimento si coltiva anche nei momenti difficili e non si prende a calci nel culo perché da fortunato meneghino stai affrontando la prima crisi della tua vita con i soldi e le soddisfazioni lavorative.
Il modo in cui i miei occhi ti hanno guardato l’ultima volta che ci siamo visti, li ricordi??? Spero ti perseguitino per tutta la vita, qualunque cosa accada di me o di te, povero inetto ai sentimenti.
Non ti perdonerò mai, machissenefrega, l’hai già fatto tu, no?

Cris (Cris chi??)

6 commenti

  1. Ethel

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