Quasi Ferragosto

Se non fosse per l’odiosa piscina privata accanto a casa mia mi parrebbe di stare su Marte.
Quasi tutti sono scappati lasciandosi alle spalle le nubi scure e tentando di correre più veloce della perturbazione, un po’ come il povero, nevrotico Furio.
Io sono qui, tutta l’estate nella mia stanza, perfino il suono della mia voce mi risulta insolito.
La mente fissata sul ricordo, su certi piccoli fotogrammi: l’avvocato che mi cammina incontro, che mette la scatola nel baule, che non alza lo sguardo.
Quel momento si è depositato dentro di me, una scena che si è trasformata in un punto dolente annidato in fondo allo stomaco.
Una sorta di somatizzazione che mi fa male costantemente.
Non compro più la stessa marca di pasta, le stesse patatine, non indosso più i suoi sandali preferiti, annuso il cappellino da baseball che tengo nel cassetto accanto al letto.
La notte è lunghissima. I giorni sono lunghissimi, eppure sembra ieri che gli tenevo la mano mentre guidava, portava la mia alle labbra e schioccava un bacio.
Era ieri, è adesso. Non possono essere passati quasi cinque mesi, di silenzio e vuoto. La sua voce è qui, l’odore è qui, l’inganno è qui.
Quanto sei stupida, Cris, quanto poco vali se tutto quello che desideravi era valere per un uomo che non ha valori.

6 commenti

  1. M
  2. SheSaid

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