Dei dietro front

Questa sera avevo un appuntamento.
Uno di quelli a cui mi affido senza troppe aspettative, ogni tanto. Persone conosciute on line, capiamoci.
Non ho amici che possano farmi conoscere persone nuove. Non ho nemmeno conoscenti che possano presentarmi persone nuove. E non so ammiccare per strada a persone nuove. Ergo, la rete resta l’ultima spiaggia, nel vero senso della parola. Nella rete trovi di tutto, come quando si fa pesca a strascico -mica per niente l’hanno proibita-.
Insomma, avevo un appuntamento con una persona carina che sta aspettando da giugno che io abbia la forza, l’umore, lo slancio di incontrarla.
Ho disdetto.
Non riesco nemmeno a stupirmi di snobbare l’ultima spiaggia. Niente da fare.
Sto seriamente preoccupandomi del fatto di non trovare più un uomo interessante, di non soffermarmi a guardare un volto più di un attimo, di mormorare …però! Mica male.
M’annoiano i discorsi impegnati. M’annoiano le frivolezze. M’annoia la liturgìa del corteggiamento e anche la frettolosità disincantata.
Non faccio nemmeno paragoni con l’avvocato perché, alla fine, tutto questo fascino e questo carisma mica ce li aveva: i superpoteri glieli attribuivo io, scema.
Se non filtro la realtà con la fantasia di chi ci spera ancora mi rendo conto che nessuno è come io desidero.
E stasera ceno a casa, con la mia realtà.

5 commenti

  1. antonypoe
  2. antonypoe

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