Duemilasedici

Dunque.
Dal momento che il mio sarà un Capodanno casalingo il cui unico, pressante bisogno sarà scandire i secondi che mi separano dal suo termine, trovo qualche minuto per scrivere un paio di pensieri sparsi e, probabilmente, scarsi nei contenuti.
Partiamo col dire che non ho un solo motivo per ringraziare l’anno che sta terminando se non che gli sono sopravvissuta e tanto mi basta. Potevo trascorrerlo in crioconservazione e al mio risveglio non mi sarei accorta di nulla, anzi, magari avrei avuto meno occhiaie e bruciori di stomaco.
Non sto ad elencare i motivi per cui non rivolgo gli occhi al cielo carica di gratitudine o non invio messaggi spiritosi il cui unico scopo è, di fatto, rompere i coglioni al prossimo mentre festeggia gaudente, lui sì.
Quindi, stringendo le fila, provo ad abbozzare un timido augurio per l’anno che verrà e che possiede ancora, in sé, la straordinaria capacità di potermi smentire dimostrandosi degno di essere vissuto.
A chi mi legge auguro salute e serenità.
Portate pazienza se è un augurio da vecchia zia Abelarda ma credo, a buon titolo, di aver raggiunto un’età in cui i soldi, i giri di giostra, l’assorbimento in un lavoro che crea più grattacapi che soddisfazioni, siano puro corollario ad una vita decente.
Viaggiate, se potete. Condividete, quasi sempre. Leggete, tanto. Amate, se riuscite. Nel caso in cui non troviate un cristiano meritevole, scegliete un animale e non sarà un sentimento “a perdere”.
Infine, non arenatevi nell’illusione che il meglio debba ancora venire: abbiamo quasi tutti più passato che futuro, fateci un pensiero onesto.

Buon duemilasedici (che è bisestile ma voi fate finta di non saperlo, ok?)

7 commenti

  1. antonypoe
  2. Deckard_67
  3. poetasiriano

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