Del ricordarsi di scrivere

Il fatto che oggi sia il quattordici giugno è il motivo per cui mi viene voglia di scrivere due righe. E’ detto tutto.
Quando la spinta a scrivere sono emozioni e riflessioni triturate di diciassette anni prima significa che nel tuo presente non c’è un cazzo di niente a suscitartene di nuove. Che quel passato ha nidificato dentro te, ha proliferato e nulla ha saputo guadagnarsi nuovo spazio a spallate ben assestate.
Il silenzio è dato anche da questo. Non coltivo più il pudore delle emozioni, del dolore, del rimpianto, del rimorso. Ho pudore del mio niente.
Come si fa a spiegare che non c’è niente?
Come si spiega una sospensione passiva nel tempo e nello spazio che si mantiene stabile nel tempo e nello spazio?
Ecco. Io farei proprio la faccia che stai facendo tu.
Pertanto mi fermo.
Rivendico il mio diritto all’oblio, a sentirmi apatica, a credere con convinzione che nulla cambierà e a detestare chi mi blandisce sussurrando andrà meglio.
Adesso è uno schifo. L’adesso è quello che conta e non conta niente.

[a chi passa, quando passa, un bacio]

14 commenti

  1. antonypoe
  2. deckard_67
  3. antonypoe
  4. deckard_67
  5. Alessandra
  6. Alessandra
  7. antonypoe
  8. antonypoe
  9. poetasiriano

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