Mi gioco il 23 al lotto.

No, oggi non parlo di anniversari, di mafia, di bombe che lacerano bambine con le orecchie di pelouche rosa in testa.
Non ne parlo perché il disagio sociale è importante ma relativo di fronte a quello individuale.
Oggi parlo a te che perdi tempo a non sentirti mai abbastanza. Che ti senti responsabile di ogni rifiuto, insuccesso e trasparenza del mondo.
Ci sarà sempre un motivo per cui sarai gentilmente o brutalmente messa a latere, nel tuo angolo.
Ci sarà chi è più alta, bassa, piatta, giunonica. Ci sarà chi camminerà più stabilmente di te su tacchi 12 e ci andrà anche a fare la spesa senza che le si gonfino le caviglie come due zampogne.
Ci sarà chi indosserà pantaloncini di jeans e non avrà 20 anni, chi saprà sorridere in silenzio senza ribattere ad un commento sessista.
Esperte di ricostruzione in gel ed incapaci di passare l’antiruggine alla ringhiera del balcone.
Troverai uomini che vorranno di più o di meno ma per i quali non sarai comunque abbastanza. Vorranno meno carattere, meno orgoglio, più indipendenza o meno senso critico.
Baderanno più alla buccia d’arancia che al succo.
Troverai donne che sono madri senza sembrarlo e donne che non lo sono ma lo sembrano, e proverai per loro un sentimento di tenerezza e intima comprensione.
Ci saranno persone che si lamentano del passato, che pregiudicano il futuro che danno la colpa a tutto quello che non hanno avuto, e succede pure di essere sfigati, sia chiaro. Ma raramente ti imbatterai in qualcuno che ammetta di avere avuto mancanze nel dare.
Ci sarà chi ha imparato l’amore da piccolo ed è cresciuto sapendosi dosare, sapendosi negare, sapendosi privilegiare. Quel qualcuno non sarai tu, ma credimi, ti converrà ammirarlo.
Tu sarai quella che si innamora di un cane per strada, di un libro, di un film perché sei quella capiente come un otre e trabocchi, di tanto in tanto.
Trabocchi sorrisi, pensieri, chili di troppo, lacrime, slanci, discorsi ai muri ed allo specchio.
Ma non ti preoccupare, ci sarà chi è muro, deve esserci chi è muro per compensarti. Muri di mattoni, di gomma, di spine. Muri.
E ci sarà anche chi è specchio, di se stesso, come Narciso: un eterno sguardo per bearsi o commiserarsi. Specchi.
Tu, se hai bisogno di un abbraccio, stringiti forte nelle spalle. E non contare i giorni dell’assenza: non sei mai stata brava in matematica.

17 commenti

  1. Mari
  2. Ethel
  3. Ethel
  4. Mari
  5. Stella
  6. poetasiriano
  7. Alessandra
  8. Ethel

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